Il mercato delle coperture per esterni ha un problema di materiale
Il mercato europeo dell’arredamento da esterno è in crescita. Questo dato è fuori discussione. Gli analisti prevedono costantemente un’espansione continua fino alla fine degli anni ’20, trainata dalla spesa dei consumatori per gli spazi domestici e da giardino, dal passaggio alla vita all’aperto dopo il lockdown e dall’aumento del valore medio di acquisto dei mobili da giardino in tutta l’Europa occidentale.
Ciò che resta indietro è il mercato delle coperture che lo sostiene.
Le coperture protettive per mobili da giardino non sono ancora una categoria di fascia alta, anche se probabilmente dovrebbero esserlo. Un consumatore che spende 800 € per un set da pranzo in rattan spesso riceve in dotazione una custodia in poliestere da 12 €, oppure acquista un telo generico in HDPE in un negozio di ferramenta. La copertura è un pensiero secondario. Anche per le aziende B2B che producono e forniscono tali coperture, il dibattito sui materiali non ha registrato grandi cambiamenti nell’ultimo decennio.


I due materiali dominanti presentano entrambi notevoli punti deboli. Il poliestere intrecciato con rivestimento in PVC è un materiale familiare e facile da lavorare, ma non è riciclabile; la sua impermeabilità si basa su un trattamento superficiale che si degrada nel tempo, e sta perdendo terreno presso i rivenditori che stanno iniziando ad applicare criteri di sostenibilità alle loro liste di fornitori. Il telone standard in HDPE è economico e ampiamente disponibile, ma la stabilizzazione ai raggi UV è incostante e, una volta che si forma uno strappo, questo si propaga. Nessuno dei due materiali si presta particolarmente bene alla differenziazione. Essi competono principalmente sul prezzo, il che non è una buona posizione quando i margini sono già ridotti.
La dimensione della sostenibilità creerà pressione prima di quanto molti acquirenti si aspettino. L’agenda dell’UE sull’economia circolare si sta spostando da quadri normativi volontari verso requisiti vincolanti, e i grandi canali di vendita al dettaglio stanno applicando sempre più spesso i propri criteri di selezione in anticipo rispetto alla normativa. Un materiale di copertura riciclabile al 100%, testato per la resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi UV da un ente terzo indipendente e supportato da documentazione tecnica verificabile non è solo un elemento auspicabile; sta diventando sempre più un prerequisito per l’inserimento nei cataloghi dei rivenditori attenti alla qualità e nei programmi dei marketplace.
Anche il divario informativo in materia di approvvigionamento è una realtà. Gli acquirenti B2B alla ricerca di materiali di rivestimento alternativi dispongono attualmente di opzioni limitate per accedere a dati tecnici, risultati di test indipendenti o contatti diretti con i produttori attraverso i canali digitali. Gran parte del mercato si basa ancora sui contatti stabiliti durante le fiere e sulle reti personali.
È proprio questo il divario su cui abbiamo riflettuto. A breve vi daremo ulteriori aggiornamenti!